Perché si chiama rave?

Domanda di: Marina Rossetti  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Infatti, rave significa "farneticare" come fanno i corvi. Il primo uso della parola raver fu utilizzato dai giornali inglesi per attaccare i fan del jazz, ritenuti troppo animosi, in occasione del festival di Beaulieu del 1961.

Perché si chiamano rave party?

I rave party o free party sono delle manifestazioni musicali autogestite e gratuite che nascono alla fine degli anni Ottanta. La parola rave prende la sua radice dall'inglese “to rave”, ossia parlare con entusiasmo.

Perché il rave è illegale?

Il rave sconfina nell'illegalità quando è improvvisato con l'occupazione non autorizzata di edifici, gli allacci elettrici abusivi, la presenza di droga (tranne la marijuana dove consentita) e il volume troppo alto: tutte circostanze che costituiscono singoli reati perseguibili dalle forze dell'ordine.

Cosa accade nei rave party?

I rave sono delle aggregazioni illegali per ballare e ascoltare musica, che si svolgono fuori dai luoghi che convenzionalmente sono adibiti ad eventi musicali (come bar e discoteche) e il genere musicale che si suona – la techno – è esclusa dai normali circuiti commerciali.

Chi ha inventato i rave?

La leggenda vuole che il primo a usare la parola "rave" per descrivere la scena acid house che ha travolto la Gran Bretagna alla fine degli anni '80 sarebbe stato Genesis P-Orridge, in un'intervista del 1989 ora andata persa.

Il racconto "dall'interno" del rave di Torino