Domanda di: Giovanna Bruno | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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Si tratta della forma dell'imperativo del verbo latino salvĒre 'essere in buona salute' ed è quindi un'espressione augurale, 'salute a te', che si è fissata in una formula di saluto perdendo il contatto con il significato etimologico.
Il grande utilizzo di “salve” si deve al suo carattere generico e viene usato in quelle occasioni in cui la formalità non è così evidente, ma attenzione: è pur sempre un modo sbrigativo per salutare, e il Galateo lo sconsiglia nel parlato e con maggior forza nello scritto.
Innanzitutto salve ha una altissima frequenza, anche nella formula salve a tutti, e viene presentato in molti corsi di lingua italiana in rete; in genere nella lezione sui saluti, di salve si dice “si usa in una situazione semi-formale e si usa solo quando incontriamo una persona” (link).
La formula più corretta di saluto formale è sempre “Buongiorno” o “Buonasera”, dando del lei fino a che la persona più importante propone di passare al tu.
Nella sfera “formale”, esistono vari saluti. Meglio sempre il classico “buongiorno” e “buonasera”. “Salve!” lasciamolo ai latini. E' colloquiale (una via di mezzo fra formale e informale) e “non si dice”.