Il corsivo era preferibile perché lo strumento di scrittura veniva raramente sollevato dal foglio. Il termine "corsivo" deriva dal francese medio "cursif" (che viene a sua volta dal latino medievale "corsivus") che letteralmente significa "correre".
Parlare in corsivo è un modo goliardico di comunicare. Consiste nell'allungare le vocali e pronunciare le parole un po' come 'una cantilena', come spiega su TikTok la 'prof' Elisa Esposito. Si utilizza sui social, ma anche per scherzare tra amici. Un po' come l'alfabeto farfallino che molti 'boomer' usavano da giovani.
Parlare in corsivo è un trend dei social media che si sta facendo conoscere oltre le piattaforme web. Lanciato da una giovane creator, si tratta di un modo di parlare curioso e particolareggiato nel quale le vocali sono allungate e i suoni delle sillabe non sempre corrispondo a quelli classici della lingua italiana.
È stata l'ideatrice Elisa Esposito a portare alla ribalta il curioso metodo di pronuncia delle parole. I finali delle frasi si allungano e i toni delle sillabe cambiano radicalmente per ottenere un tono di voce acuto e insolito: questo è il cörsivœ.
Il corsivo fece la sua prima comparsa nella stampa del 1500 delle Epistole di Caterina da Siena, mentre il primo testo a essere stampato interamente in questo nuovo stile tipografico fu Le Bucoliche di Virgilio (edizione 1501). Da quel momento la popolarità di quest'invenzione tipografica crebbe di giorno in giorno.