Domanda di: Luigi Guerra | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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L'imposta sulla registrazione degli atti è disciplinata dal Dpr n. 131/1986 (Testo Unico dell'imposta di registro). Ha il duplice scopo di fornire un'entrata fiscale e di remunerare lo Stato per il servizio che offre ai privati (conservare traccia di particolari atti in modo da conferire loro certezza giuridica).
Il locatore e il conduttore rispondono in solido del pagamento dell'intera somma dovuta per la registrazione del contratto. Sul deposito cauzionale versato dall'inquilino non è dovuta l'imposta di registro.
Imposta di registro locazioni: esenzioni e agevolazioni
Questo tipo di opzione, esercitabile nel modello RLI al momento della registrazione del contratto, fa si che le parti siano esonerate dal pagamento dell' imposta di registro, dell'imposta di bollo e delle addizionali comunali e regionali Irpef.
Col regime facoltativo denominato “cedolare secca” non solo non si paga l'imposta di registro, ma non si paga nemmeno l'imposta di bollo. Entrambi tali tributi, infatti, in via ordinaria, sono dovuti per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di affitto.
L'esenzione dall'imposta di registro deve essere applicata a tutti gli atti e provvedimenti relativi a controversie il cui valore non eccede la somma di euro 1.033,00, indipendentemente dal grado di giudizio e dall'ufficio giudiziario adito.