L'aumento dei tassi di interesse deciso dalla BCE per contrastare l'inflazione influenza, direttamente o indirettamente, il costo dei mutui e quindi l'importo delle rate da pagare. Nel caso dei mutui a tasso variabile, l'aumento della rata avviene sia per i mutui già in essere sia per quelli da stipulare.
I tassi d'interesse potrebbero scendere a partire dal 2024
In questa situazione d'instabilità il governo italiano sta facendo di tutto per agevolare i più giovani ad accedere ad un mutuo per l'acquisto della prima casa.
Finché l'inflazione è alta, anche i tassi saranno elevati. A pagarne conseguenze più pesanti saranno i mutui a tasso variabile, con un progressivo aumento del tasso Euribor al 4%, dunque tra non molto un mutuo a tasso variabile potrebbe costare quanto uno a tasso fisso.
Secondo un'indagine di Facile.it, da gennaio 2022 a gennaio 2023 la rata di un mutuo medio è salita di oltre 160 euro. Nell'ultimo anno, secondo un'indagine di Facile.it, le rate di un mutuo medio a tasso variabile sono aumentate del 36%, passando da 456 euro a 619 euro al mese.
Nel mese di novembre si supponeva che la riduzione dei tassi dei mutui potesse arrivare già tra la fine del primo e l'inizio del secondo semestre 2023. Con la recente stretta della BCE purtroppo si dovrà attendere la fine del 2023 per valutare una riduzione dei tassi.