Domanda di: Dr. Maria Lombardi | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Viene rappresentato fino a un certo punto della storia con fattezze simili agli altri. Ma, da un certo momento in poi, il più giovane dei tre acquista invece i tratti di un africano dalla pelle nera. Il perché risiede nella storia di fine Quattrocento, quando ebbe inizio l'orrore del commercio degli schiavi.
Nei vari quadri ritroviamo i magi intenti a offrire doni al bambino Gesù. È interessante osservare e analizzare la figura di Baldassarre – il re mago nero che porta in dono al Messia la mirra – al quale numerosi pittori hanno dedicato attente ed emblematiche raffigurazioni.
Il colore che generalmente si associa a Gaspare è il rosso, simbolo di devozione, a Melchiorre è invece associato il viola che simboleggia la penitenza, mentre Baldassarre è talvolta rappresentato con una tunica bianca e un mantello blu, simbolo di verginità e purezza.
Matteo però non riferisce né il nome né il numero dei Magi che desumiamo dal “Vangelo dell'infanzia armeno”: il vecchio, dalla folta barba bianca, si chiamava Melchiorre e portò al Bambino l'oro; il giovane Gaspare, con in dono l'incenso; in ultimo il moro, Baldassare, che offrì la mirra.
il dono di Melchiorre, il più anziano dei Re Magi, è l'oro; il dono di Gaspare, il più giovane dei tre, è l'incenso; il dono di Baldassarre, il Magio dalla pelle scura, è la mirra.