La febbre dopo una frattura può comparire come reazione infiammatoria naturale del corpo al trauma, specialmente durante la formazione del callo osseo o a causa del riassorbimento dell'ematoma. Spesso è una risposta fisiologica, ma può anche indicare infezioni (soprattutto in fratture esposte) o complicazioni post-chirurgiche, richiedendo controllo medico.
Dopo una frattura, una distorsione o un trauma articolare importante, la vera sfida inizia una volta terminata la fase acuta. Dolore, rigidità, difficoltà nei movimenti e perdita di forza sono solo alcuni dei sintomi che accompagnano il recupero, spesso più lungo e complesso di quanto si immagini.
tumefazione, è dovuta al gonfiore (edema) dei tessuti e dei muscoli circostanti la frattura, ma anche a un eventuale ematoma. ecchimosi, emorragia localizzata nel tessuto sottocutaneo, dovuta a rottura dei vasi sanguigni. deformità, del segmento corporeo che ha al suo interno l'osso fratturato.
Tale febbricola è dovuta al rilascio del nostro corpo di alcuni mediatori chimici che vengono diffusi durante il processo infiammatorio innescato dal trauma, sia esso chirurgico oppure di altra natura. Questo processo infiammatorio è assolutamente normale ed anche è bene che avvenga.
Una frattura si dice in via di guarigione quando si forma il cosiddetto callo osseo: quand'esso è visibile in radiografia è indice di un inizio di calcificazione della frattura, ossia della consolidazione della stessa.