Il frutto simbolo dell'Italia è il corbezzolo (Arbutus unedo), spesso definito "albero italiano". Durante l'autunno e l'inverno, la pianta presenta contemporaneamente foglie verdi, fiori bianchi e frutti rossi, richiamando i colori del tricolore. È considerato simbolo dell'Unità nazionale dal Risorgimento.
Giovanni Pascoli le dedicò un'ode. Garibaldi ne avrebbe apprezzato i colori della bandiera nazionale. Non sarà troppo apprezzato per i suoi frutti, ma il corbezzolo rimane il simbolo dell'Italia.
Sono giuggiole, arance stacce, mirabolani, sorbole, corbezzoli, pere mandorline, biricoccole, pompia e tanti altri: ogni regione italiana ha i suoi, si può solo immaginare quanti siano nel mondo i frutti antichi, troppo spesso dimenticati, ritenuti a torto varietà minori, ma che spesso sono portatori di una lunga ...
Il frutto del corbezzolo si mangia fresco (maturo, rosso e morbido) con la sua buccia granulosa, oppure si usa per preparare marmellate, confetture, sciroppi, liquori e vino, grazie all'alto contenuto di pectina. Si aggiunge bene alle macedonie per colore e sapore. Nonostante il sapore dolce-acidulo, non bisogna eccedere nel consumo, e i frutti si abbinano anche a formaggi e tisane, mentre foglie e radici hanno usi fitoterapici.
Stiamo parlando del corbezzolo il cui nome latino Arbutus, deriva da due radici celtiche, “ar”, aspro e “butus”, cespuglio, con riferimento al sapore aspro di foglie e frutti. Unedo deriva dal latino “unum tantum edo”: ne mangio uno solo.