Il metodo più efficace e raccomandato per monitorare il radon è l'utilizzo di dosimetri passivi (come i rilevatori a tracce CR-39) posizionati per un lungo periodo (preferibilmente un anno, o almeno due semestri). Questi dispositivi, inviati poi a laboratori certificati (come ARPA o ENEA), forniscono la concentrazione media annua reale, considerando le fluttuazioni stagionali.
Per farlo è possibile affidarsi a dispositivi per la misurazione passivi – che misurano la concentrazione di radon in un arco di tempo più o meno dilatato – o attivi, come il Radon Monitor Helty, uno strumento innovativo con rilevazione in tempo reale, pensato per uso in abbinamento ai sistemi VMC.
Il monitoraggio a breve termine del radon solitamente dura da pochi giorni a 90 giorni. Questo tipo di monitoraggio è utile per ottenere una lettura rapida dei livelli di radon in una specifica area.
Come si può intercettare il radon prima che entri nell'edificio?
barriere impermeabili (evitare l'ingresso del radon all'interno degli edifici con membrane a tenuta d'aria); depressione alla base dell'edificio (intercettare il radon prima che entri all'interno degli edifici aspirandolo per espellerlo poi in atmosfera);
Il suo isotopo più stabile è il radon-222 che decade nel giro di pochi giorni, emettendo radiazioni ionizzanti di tipo alfa e formando i suoi cosiddetti prodotti di decadimento o “figli”, tra cui il polonio-218 e il polonio-214 che emettono anch'essi radiazioni alfa.