Domanda di: Ivonne Martini | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Nel capitolo in cui si parla della tolleranza universale, Voltaire sostiene che tutti gli uomini dovrebbero avere questo senso di fratellanza che li porti a tollerare le diverse idee religiose. Perciò, non ha alcun senso perseguitare o condannare chi crede in cose diverse da quelle in cui crediamo noi.
Voltaire predica, al posto di tanta inutile violenza, la carità poiché "là dove manca la carità la legge è sempre crudele" mentre "la debolezza ha diritto all'indulgenza". "La tolleranza è una conseguenza necessaria della nostra condizione umana. Siamo tutti figli della fragilità: fallibili e inclini all'errore.
Voltaire era un deista ed era convinto che Dio esistesse e che ciò potesse essere provato guardando l'ordine dell'universo. Il Dio di Voltaire era una sorta di grande Architetto universale, era inconoscibile e non interveniva nelle vicende degli uomini, era un prodotto della ragione.
L'Unesco sostiene che l'educazione alla tolleranza dovrebbe aiutare i giovani a sviluppare una propria capacità di pensare in modo critico ed etico, quindi educare ad essa dovrebbe mirare a prevenire l'emarginazione e la discriminazione (considerate forme comuni di intolleranza).
Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato, a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, ...