Il primo sonetto del Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta) di Francesco Petrarca è "Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono". Composto probabilmente intorno al 1347 come proemio dell'opera, il sonetto riflette in modo meditabondo sui "giovanili errori" dell'amore per Laura, segnando il distacco tra il passato illusorio e il presente ravvedimento religioso.
Uno dei testi più famosi di Giacomo è “Io m'aggio posto in core a Dio servire”, considerato da molti il primo sonetto della storia della letteratura italiana.
Il primo scrittore di sonetti fu molto probabilmente il poeta siciliano Giacomo da Lentini, che fiorì nella prima metà del Duecento; può darsi che egli inventasse questa forma metrica.
Costituito da quattordici versi, di solito endecasillabi, distribuiti in due quartine e due terzine con rime disposte secondo determinati schemi (più spesso secondo lo schema ABAB ABAB CDC CDC, a rima alternata e incatenata), il sonetto raggiunge il suo massimo picco grazie a Francesco Petrarca e al suo Canzoniere.
Qual è il significato del sonetto Proemiale di Petrarca?
Questo è il sonetto proemiale cioè funge da proemio, da introduzione per il canzoniere. Questo sonetto Petrarca lo inserisce come sonetto proemiale perché lui vuole offrire ai suoi lettori sin dall'inizio i termini di contrasto e di dissidio interiore entro cui la sua vicenda amorosa va collocata.