Il riposo ideale prevede 7-9 ore di sonno notturno per gli adulti (18-64 anni) e 7-8 ore per gli anziani (65+), garantendo rigenerazione fisica e mentale. Per gli anziani, il sonno può ridursi a un minimo di 5 ore, mentre una breve pennichella pomeridiana di massimo 60 minuti aiuta la digestione senza compromettere il riposo notturno.
Si considera, infatti, che il fabbisogno di sonno si riduca progressivamente con l'età, e la National Sleep Foundation ha individuato come desiderabile nel soggetto anziano, un sonno che non sia inferiore alle 5 ore e superiore alle 9 ore.
La deprivazione di sonno, invece, ha conseguenze tangibili sul benessere psico-fisico dell'organismo. Si va infatti da sintomi come l'astenia, dunque una sorta di stanchezza costante durante il giorno, alla difficoltà a mantenere la concentrazione, deficit di memoria, aumento degli stati depressivi e dell'irritabilità.
Dormire meno di 7 ore a notte su base regolare può aumentare il rischio di disturbi cronici. Inoltre, diversi studi suggeriscono che un sonno di breve durata può portare a un aumento degli ormoni dello stress e a una maggiore resistenza all'insulina, predisponendo anche i giovani adulti a malattie metaboliche.