Panetteria, il luogo dove si fa o si vende il pane, è voce di area settentrionale, come pure panettiere, «colui che fa o vende il pane». La parola è formata con il suffisso –eria che troviamo in salumeria, macelleria, pescheria. In Toscana si dice forno e fornaio, dal luogo dove si cuoce il pane.
Il prefisso è l'elemento che si attacca prima della parola base (mettere→pre-mettere). Il suffisso è l'elemento che si attacca dopo la parola base (giornale→giornal-ista).
Un esempio di derivato di forno è fornaio, che si ottiene con l'aggiunta di un suffisso (elemento alla fine di un tema o di una radice per formare una nuova parola).
I nomi primitivi sono nomi che non derivano da nessun'altra parola e sono formati soltanto da: radice invariabile (morfema lessicale che contiene il significato); desinenza variabile (morfema grammaticale che stabilisce genere e numero del nome).
Il nome del tipico dolce deriverebbe, però, dal latino. In un'ipotesi abbastanza fantasiosa il termine “pastiera” è stato spesso considerato come risultato dell'unione della parola “pastam”, che in latino indica appunto l'impasto, con un suffisso di derivazione francese che vuol dire “di ieri”.