Domanda di: Nadir Cattaneo | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2026 Valutazione: 5/5
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"C'ho" è una forma contratta del dialetto romanesco usata per il verbo avere (possedere) con la particella attualizzante "ci", ovvero "ci ho". Sebbene diffuso nel parlato informale come rafforzativo, non è considerato standard nello scritto formale, dove si preferisce "ho" o, se necessario, la forma ci+ho separata (es. "ci ho pensato").
Ci ho, ci hai, ci abbiamo ecc. o c'ho, c'hai, c'abbiamo ecc.: come si scrive? Si dice: ci ho, ci hai, ci abbiamo ecc. Non si dice: c'ho, c'hai, c'abbiamo ecc.
Un altro esempio: hai parlato di qualcuno e dici "c'ho parlato ieri", nel senso che hai parlato con quella persona ieri. Anche in questo caso, puoi ripetere il nome di quella persona all'inizio o alla fine della frase (con Mario, ci ho parlato ieri / ci ho parlato ieri con Mario).
Alla grafia tipo c'ho va rimproverata l'anomala resa grafica della pronuncia palatale di c seguita da h oppure a, mediante l'attribuzione all'apostrofo di un'inconsueta funzione diacritica.