In Italia, l'85-92% dei decessi avviene dopo i 60-65 anni, con un'età mediana alla morte di circa 80 anni per gli uomini e 86 per le donne, rendendo la morte in età avanzata la norma nei paesi sviluppati. Sebbene la "vecchiaia" non sia tecnicamente una causa biologica diretta, il rischio di mortalità per cause legate all'età, come la fragilità, aumenta esponenzialmente, specialmente dopo gli 80 anni.
A 70 anni, la speranza di vita è diventata di 14,5 anni, allungandosi (quando la si somma all'età raggiunta) di più di otto anni, ma le probabilità di morire nell'anno successivo sono aumentate fino all'1%.
Di questi, 4,5 milioni (l'84,4% del totale) sono avvenuti tra le persone di 65 anni e più; i restanti 826.000 riguardavano persone di età inferiore a 65 anni. Le principali cause di morte e i relativi tassi di mortalità differiscono tra questi gruppi di età.
Una persona di 120 anni è un caso eccezionale, con la sola Jeanne Calment (Francia, 1875-1997) che ha raggiunto e superato questa età, vivendo 122 anni e 164 giorni, ed è l'unica persona con una longevità così estrema verificata con certezza. Sebbene altre persone abbiano superato i 118 anni, Jeanne Calment resta l'unica ad aver superato i 120 anni, mentre altre supercentenarie come Kane Tanaka e Sarah Knauss hanno raggiunto i 119 anni.