Domanda di: Max Rizzi | Ultimo aggiornamento: 6 luglio 2026 Valutazione: 4.6/5
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La prova principale dell'esistenza di Dio, storicamente considerata la più solida nella filosofia occidentale, è la prova cosmologica (o prova della causa prima), sostenuta da Aristotele e sviluppata da Tommaso d'Aquino. Essa argomenta che ogni movimento o causa nell'universo richiede una causa precedente, rendendo necessario un "motore immobile" o una causa incausata che ha dato inizio a tutto.
La prova principale dell'esistenza di Dio sarebbe il fatto che le cose esistono. Tipo gli alberi, la natura in generale, gli animali, e noi siamo tutti una prova che c'è un Creatore. Questo significa che per analogia, se esiste un creatore, quel creatore è la prova di un creatore di detto creatore, un creatore^2.
Le cinque prove dell'esistenza di Dio, formulate da San Tommaso d'Aquino nella Summa Theologiae, sono argomenti logici che partono dall'esperienza del mondo (a posteriori) per risalire a una Causa Prima, Immobile e Perfetta: l'ex motu (primo motore), l'ex causa (causa prima incausata), l'ex possibili et necessario (essere necessario), l'ex gradu (perfezione massima) e l'ex fine (intelligente ordinatore, causa finale).
Quali sono le prove a priori dell'esistenza di Dio?
La prova ontologica (dal greco òntos, genitivo di òn, participio presente di eimì, essere) è una dimostrazione logica dell'esistenza dell'Essere. Per traslazione, nella scolastica divenne la dimostrazione a priori dell'esistenza di Dio.
Da essi Spinoza deriva la dimostrazione che esiste un'unica sostanza infinita, che viene poi identificata con Dio, la quale produce ne- cessariamente tutto ciò che esiste in modo tale che nulla possa esistere al di fuori di essa. Per questa ragione, la sostanza infinita, Dio, si identifica con la natura stessa15.