Domanda di: Alberto Pellegrini | Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026 Valutazione: 4.9/5
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In Italia, non esiste una soglia unica di decibel per definire i rumori molesti, ma la legge (art. 844 c.c.) si basa sul superamento della "normale tollerabilità" rispetto al rumore di fondo. Generalmente, un rumore è considerato intollerabile se supera di oltre 5 dB il rumore di fondo diurno e di oltre 3 dB quello notturno.
L'obbligo dei dispositivi di protezione individuale (DPI)
Per valori superiori a 85 dB(A) l'uso dei DPI è obbligatorio. Ma è consigliato usare i DPI anche per quando i valori sono inferiori agli 85 dB(A): i vostri orecchi vi ringrazieranno!
In merito alla questione dei vicini rumorosi la giurisprudenza italiana considera il rumore molesto, intenso come un ostacolo al riposo e alla quiete delle persone. Generalmente, per rispettare le norme, non bisogna superare i 3,5 decibel.
Il limite massimo della tollerabilità è uguale a 3 dB oltre il rumore di fondo. Il rumore di fondo (espresso come L95) è il livello sonoro, misurato in assenza di rumore intrusivo, che viene superato per il 95% del tempo, cioè quasi sempre, cioè pari al valore quasi minimo.
Il disturbo della quiete pubblica è un reato penale che si configura quando rumori, schiamazzi o rumori da strumenti sonori superano la normale tollerabilità, disturbando un numero indefinito di persone, in particolare durante le ore dedicate al riposo (solitamente notturne e pomeridiane), secondo le normative comunali e condominiali. Non è un semplice fastidio occasionale, ma una violazione persistente dell'articolo 659 del Codice Penale, che può portare a sanzioni se si presenta una querela.