L'età biologicamente migliore per concepire un figlio è tra i 20 e i 30 anni, con il picco massimo di fertilità femminile intorno ai 20-25 anni, quando la qualità e quantità degli ovuli sono ottimali. Sebbene i 30-35 anni siano ideali per un equilibrio socio-economico, dopo i 35 anni la fertilità femminile diminuisce progressivamente, in modo significativo dopo i 40.
Dal punto di vista biologico, l'età migliore per avere figli è tra i 20 e i 30 anni, con picco di fertilità femminile tra i 25 e i 30 anni, ma fattori sociali, economici e personali rendono la scelta individuale e spesso si posticipa la gravidanza, con la massima fertilità che inizia a calare significativamente dopo i 35 anni e rischi maggiori dopo i 40, sebbene oggi grazie alla medicina si possa gestire meglio.
Quali sono i rischi e i vantaggi di avere figli dopo i 30 anni?
Una gravidanza in una donna di 30 anni o poco più è generalmente associata a un rischio di complicazioni simile a quello delle donne incinte più giovani. Lo stesso vale per le probabilità di rimanere incinta. Tuttavia, più la donna è anziana, minori sono le possibilità.
Un ampio studio statunitense ha evidenziato come l'età della prima mestruazione sia passata da 12,5 anni, per le donne nate tra il 1950 e il 1969, a 11,9 anni per quelle nate dopo il 2000 [1]. Secondo la ricerca, inoltre, il tempo medio necessario affinché il ciclo mestruale diventi regolare è aumentato.
La diminuzione della quantità e della qualità degli ovociti (riserva ovarica) si registra molto prima dell'inizio della menopausa, con la conseguenza che la maggior parte delle donne dopo i 45 anni non riuscirà più ad avere una gravidanza se non ricorrendo all'ovodonazione (cioè ricevendo l'ovulo da una donatrice).