Domanda di: Ing. Priamo Fabbri | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Enea, esule dalla città di Troia, tenta di raggiungere il Lazio per fondarvi una nuova città e portare in Italia i Penati, per far nascere una stirpe nobile e coraggiosa e una razza che sarà conosciuta e rispettata da tutti i popoli, come stabilito da una profezia.
Nei poemi di Omero, Enea è presentato sempre come un guerriero leale e coraggioso. In quei racconti in cui si parla dell'eroe troiano come fondatore di città, da figura di secondo piano iniziale, egli acquista la funzione di protagonista nonché portatore delle virtù romane originarie.
La caratteristica più importante che Virgilio nell'Eneide attribuisce a Enea è la pietas, un sentimento non perfettamente coincidente con la "pietà" come la intendiamo noi, ma assai più complesso e sfumato: è un misto di devozione, rispetto nei confronti degli dei e della famiglia, ma anche degli altri uomini.
Enea rappresenta anche un nuovo tipo di eroe: egli opera diverse scelte, grazie alle quali si trasforma dall'antico eroe che lotta in armi anche di fronte ad un inevitabile scacco, al "nuovo" eroe che sceglie la fuga, senza più sentirla come una viltà, ma come una dolorosa necessità imposta dal Fato.
La storia di Enea viene scelta dai romani proprio perché contribuisce a dare Roma quei valori che la rendono grande. La sua pietas non è solo la volontà di piegarsi al destino, ma la necessità di una nuova vita e di una nuova patria.