Domanda di: Dr. Amedeo Romano | Ultimo aggiornamento: 8 dicembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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Il punto di partenza della morale è dato a Kant, come è noto, dal riconoscimento del dovere come valore pratico, del fatto che tra le molteplici tendenze pratiche del soggetto umano vi sono delle volontà caratterizzate da un'assoluta universalità e necessità: la quale, sebbene sia specificatamente diversa dalla ...
L'etica di Kant è perciò detta etica dell'intenzione, ossia del motivo che ci induce a volere, il quale, per rendere moralmente buona la volontà, deve corrispondere al puro rispetto del dovere e non il suo rispetto in vista di qualche altra cosa, come la speranza di un premio o il timore di un castigo.
Secondo il filosofo, in ogni uomo esiste una legge morale a priori (cioè che non dipende dall'esperienza ma deriva direttamente dalla ragione dell'uomo). Una morale che sia, dunque: Universale (cioè valida per tutti) Necessaria (cioè sempre valida, in ogni momento della storia e in ogni luogo)
Per Kant le scienze si basano sui giudizi sintetici a priori (ampliano le conoscenze senza dipendere dall'esperienza) e sui dati tratti dall'esperienza. Questi giudizi sono possibili grazie alle modalità attraverso cui conosciamo: le forme a priori (schemi mentali) con cui filtriamo la realtà.
La morale kantiana, come sottolineato nel precedente articolo, tra le altre caratteristiche ha quella di essere formale: non trasmette un contenuto o un insieme di precetti, ma indica tramite una formula vuota, quale sia il giusto modo di agire.