Domanda di: Ing. Fatima Lombardo | Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2026 Valutazione: 4.1/5
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La sessualità di Giacomo Leopardi è oggetto di dibattito critico, con studi recenti che ipotizzano una possibile omosessualità o bisessualità, contrapposta alla visione tradizionale. Elementi chiave includono le passionali lettere ad Antonio Ranieri, la convivenza, e pettegolezzi su incontri a Napoli, sebbene manchino prove definitive e le relazioni con donne fossero reali.
Fanny Ronchivecchi, nata a Firenze nel 1801 (e lì deceduta nel 1889), sposata col medico e botanico Antonio Targioni Tozzetti, ebbe un posto importante nella vita mondana e culturale della città. Leopardi la incontrò nel maggio 1830, e subito se ne innamorò.
La malattia esordì con affezione polmonare e febbre e in seguito gli causò la deviazione della spina dorsale (da cui la doppia "gobba"), con dolore e conseguenti problemi cardiaci, circolatori, gastrointestinali) e respiratori (asma e tosse), una crescita stentata, problemi neurologici alle gambe (debolezza, parestesia ...
Il rapporto tra Leopardi e Ranieri è stato certamente una spiritualizzazione dell'amicizia piuttosto che un turbamento sessuale represso. Per cui, a parte le condizioni precarie di salute di Leopardi, appare ben dubbio che Ranieri potesse spingere l'amico verso la «suprema e infida promessa di piacere».
Antonio Ranieri (Napoli 1806-1888), di origini nobiliari, fu esiliato in Francia, Inghilterra e in Toscana per le sue idee liberali. Fu deputato e senatore, docente all'università di Napoli e scrittore.