Domanda di: Dott. Giordano De luca | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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Anche il pollame era ampiamente consumato, sia quello da cortile (galline, piccioni, oche, anatre), che la cacciagione (pernici, fagiani, gru). E sulle mense dei romani non mancavano neppure ricercatezze quali cervi, caprioli, lepri, ma anche ghiri, orsi, rane e lumache. Pesce e frutti di mare.
Nelle villae i romani allevavano pollame, selvaggina, pesci e persino ghiri. Questi ultimi venivano messi in recipienti di terracotta bucherellati da dove non si potevano muovere, in modo che, data l'immobilità, la carne diventasse grassa e tenera. Allo stesso modo amavano i funghi e la carne di bue e di maiale.
Perché i romani non mangiano i pomodori e le patate?
Ma la risposta è molto semplice. I Romani non potevano mangiare patate o pomodori, perché questi due non erano conosciuti in Europa a quel tempo. Sono frutti provenienti dall'America portati in Europa solo dopo la scoperta dell'America (1492) !!
PRANZO: comprendeva solo cibi leggeri tra cui uova, pesce, legumi, frutta. Cena dei PLEBEI: sulla tavola si trovava solanto il plentum, ovvero un pasticcio di farina, verdure e legumi; Cena dei PATRIZI: era divisa in tre momenti: la gustatio (lattuga, funghi, olive, crostacei, salsicce piccanti ,cetrioli, tartufi)
Le carni preferite erano: maiale da latte, agnello, capretto, pollo, ma anche asino, cinghiale, fagiano, pavone e ghiro. La selvaggina era frollata e speziata. Per la durezza, in genere, le carni erano cotte due volte, la prima nel latte. Il pesce fresco era per i ricchi, conservato per il popolo.