I ciclopi per riconoscenza donarono a Zeus il fulmine, arma molto potente, ad Ade un elmo che rende invisibili e a Poseidone un tridente. I tre dei si introdussero poi nella dimora di Crono e mentre Poseidone lo teneva a bada col tridente, Zeus lo colpì col fulmine e Ade gli rubò le armi.
Espressione di tale potenza meteorica di Zeus è l'egida: in origine, nient'altro che un manto di nubi, così fitto che neppure il fulmine poteva squarciarlo, e donde uscivano procelle e tempeste; arma, anch'essa, di Zeus (onde il suo epiteto di Egioco), scudo col quale atterrisce e disanima i nemici; più tardi si disse ...
Un'esauriente descrizione ci viene dalle pagine di Pausania: Zeus reggeva nella mano destra una Nike (vittoria) d'oro e avorio, mentre nella sinistra teneva uno scettro su cui poggiava l'aquila d'oro, simbolo della divinità.
In origine Zeus era il dio dei fenomeni atmosferici, che rendeva limpido il cielo o lo copriva di nuvole, dispensava la pioggia e scagliava i fulmini. Zeus non era un dio creatore, ma un dio padre (pater familias), capo e protettore della famiglia degli uomini.
La harpe è arma frequentemente citata nella mitologia greca: se ne serve Crono per evirare il padre Urano; nella Gigantomachia Zeus la utilizza per combattere Tifone; la utilizzano poi Ermes contro Argo Panoptes ed Eracle contro l'Idra di Lerna.