Quale ausiliare Con volere?

Domanda di: Gianleonardo Messina  |  Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2023
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– Maria ha voluto → usato da solo il verbo volere vuole l'ausiliare avere; – Maria ha letto → il verbo leggere vuole l'ausiliare avere → Maria ha voluto leggere; – Maria è venuta → il verbo venire vuole l'ausiliare essere → Maria è voluta venire.

Come si dice non ho potuto o non sono potuto?

La norma grammaticale sostiene che l'ausiliare da usare sarà quello proprio del verbo all'infinito a cui i servili sono uniti. Dunque: "Non sono potuto andare", "Non sono potuto venire", perché l'ausiliare di "andare" e "venire" è "essere".

Come sapere quale ausiliare usare?

Ma come avviene la scelta? La risposta è più semplice di quello che sembra. Se il verbo ha un uso intransitivo, ovvero non regge un complemento oggetto, allora l'ausiliare sarà essere. Invece se il verbo ha un uso transitivo, ovvero regge un complemento oggetto, allora l'ausiliare sarà avere.

Come si dice è voluto andare o ha voluto andare?

- Se l'infinito che segue il verbo servile ha davanti un pronome atono (come mi, ci, ti, si, vi), allora bisogna usare l'ausiliare essere: es. si è voluto muovere. Se invece il pronome è dopo l'infinito allora diremo ha voluto muoversi.

Quale ausiliare con il verbo dovere?

Diciamo che nella lingua parlata i verbi servili dovere, potere e volere spesso si ribellano alla loro servitù ed impongono il loro ausiliare, cioè avere.

Verbi con DOPPIO AUSILIARE (Essere + Avere): È piovuto o ha piovuto? È sceso o ha sceso? Ecc.