Prima della nascita di Cristo, nell'area romana e mediterranea si utilizzava principalmente il calendario giuliano (introdotto nel 46 a.C. da Giulio Cesare). Prima di quest'ultimo, era in vigore il complicato calendario romano tradizionale (di natura lunisolare), spesso soggetto a manipolazioni politiche per il conteggio dei giorni.
Oltre al ventinovesimo giorno degli anni bisestili, in alcuni paesi è esistito anche un 30 febbraio: è stato introdotto in Svezia nel 1712 e in Unione Sovietica nel 1930 e 1931.
Questo calendario, secondo lo studioso, era composto da 12 mesi lunari e 11 giorni aggiuntivi, che seguivano da vicino le fasi del sole, della luna e delle costellazioni.
Il primo calendario è probabilmente databile all'VIII secolo a.C., all'epoca della fondazione dell'urbs, e contava 10 mesi di 30 o 31 giorni, con l'aggiunta di un intervallo intercalare, forse di origine etrusca, per concordare il computo con il ciclo delle stagioni, e quindi con il Sole.
Fu l'ateniese Metone a elaborare nel 432 a.C. un sistema per mettere d'accordo i mesi lunari di 29,5306 giorni con gli anni solari di 365,2422 giorni. Metone ordinò in modo prestabilito mesi di 29 e di 30 giorni e anni di 12 e di 13 mesi.