Domanda di: Dr. Romolo Sala | Ultimo aggiornamento: 8 dicembre 2023 Valutazione: 4.8/5
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<h> è muta: - in posizione iniziale, nei quattro vocaboli hour, honour, honest e heir, nei loro derivati e composti; - in posizione postvocalica: John, ohm...
Fonemi rappresentati nella scrittura (di regola, come residuo di una pronuncia antica), ma non pronunciati. Per es., è m. l'iniziale di ho, hai, ha, che non ha avuto mai suono proprio ed è scritta solo per ragioni etimologiche.
Diciamo subito che questa h muta è un'eredità del latino: avere si diceva in latino habere; e nell'italiano è rimasta solo in alcune persone del presente indicativo: io ho, dal latino hàbeo; tu hai, dal latino habes; egli ha, dal latino habet; essi hanno, dal latino habent; ma è caduta nelle altre: habemus è diventato ...
le occlusive (o mute), che vengono articolate quando l'emissione del flusso di aria, per un attimo, viene bloccato e interrotto all'interno del canale orale, provocando un suono momentaneo che non può essere prolungato (es.: p, b, t); le fricative (o continue), che vengono prodotte quando il canale orale non si chiude ...
Le consonanti finali « d – p – s – t – x – z » non si pronunciano. Attenzione : qualche parola fa eccezione e si pronuncia la “s” finale. Ex. : le fils, hélas, l'albatros, l'ours, le rhinocéros, le sens, l'os, les mœurs, mars … nasale non si pronunciano.