Quale è stata la scoperta dei tecnici dell ENEA in riferimento all'immagine della Sindone?
Domanda di: Samuel Villa | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.4/5
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Uno speciale laser a eccimeri ha permesso ai ricercatori che lavorano nel Centro Ricerche ENEA di Frascati di riprodurre su un telo di lino l'immagine di un volto, la cui colorazione ha caratteristiche fisiche e chimiche simili a quelle osservabili sul sudario della Sindone.
Quali sono le ipotesi più accreditate sulla formazione dell'immagine della Sindone?
La Sindone fotografata da Giuseppe Enrie (1931). Esse si possono dividere in due gruppi: meccanismi naturali (o anche soprannaturali) che avrebbero impresso l'immagine sulla Sindone mentre essa era distesa sopra e sotto un cadavere; procedimenti artificiali con i quali un artista avrebbe creato l'immagine.
Tuttavia, gli scienziati che si sono occupati di sottoporre la Sindone a diversi esami, tra cui quello del Carbonio 14 del 1988, hanno attestato che la reliquia risalirebbe ad un periodo compreso tra il 1260 e il 1390 e che quindi non avrebbe affatto avvolto il corpo di Cristo.
La prima notizia riferita con certezza alla Sindone che oggi si trova a Torino risale al 1353: il 20 giugno il cavaliere Goffredo (Geoffroy) di Charny, che aveva fatto costruire una chiesa nella cittadina di Lirey dove risiedeva, dona alla collegiata della stessa chiesa un lenzuolo che dichiara essere la Sindone che ...
La Sindone di Torino, nota anche come Sacra Sindone, è un antico lenzuolo di lino, conservato da secoli nel Duomo di Torino, che mostra l'immagine di un uomo ucciso tramite crocifissione, secondo la tradizione e la devozione cristiana identificabile con Gesù.