Domanda di: Ing. Sibilla Riva | Ultimo aggiornamento: 21 novembre 2023 Valutazione: 4.7/5
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La storia dell'etica è costituita dalla successione delle riflessioni sull'uomo e sul suo agire. I filosofi hanno da sempre riservato un notevole spazio ai problemi etici. Tra essi si ricordano in particolare Socrate, Platone, Aristotele, Niccolò Machiavelli, Ugo Grozio, Jean-Jacques Rousseau, Kant, Max Scheler.
Termine introdotto da Aristotele per designare le sue trattazioni di filosofia della pratica; indica quella parte della filosofia che si occupa del costume, ossia del comportamento umano.
Nel Filebo Platone ridefinisce sul piano etico i rapporti tra ragione e passioni: a suo avviso la vita perfetta è data dalla mescolanza dei piaceri buoni con le scienze migliori. Sul piano politico definisce le leggi, che devono avere un ruolo formativo, educativo e debbono plasmare la coscienza dell'individuo.
Infatti egli dice all'inizio dell'Etica Nicomachea che tutti coloro che agiscono lo fanno per uno scopo. La ricerca aristotelica del bene è costruita sul riconoscimento di questa struttura necessaria del comportamento umano. Nelle sue azioni l'uomo tende sempre a precisi fine, che si configurano come beni.
Un'azione può essere valutata moralmente soltanto quando è frutto della scelta e della deliberazione riguardo ai mezzi per conseguirne il fine (lib. 3°). Le virtù etiche, in quanto non intellettuali, non sono insegnabili, ma devono essere apprese mediante la pratica, l'abitudine e seguendo l'esempio di uomini saggi.