Domanda di: Sig. Gianmarco Morelli | Ultimo aggiornamento: 26 novembre 2023 Valutazione: 4.2/5
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Micene: il cuore della cultura micenea e il centro più importante dal punto di visto militare e politico; i resti di questa storica città vennero portati alla luce dall'archeologo Schliemann, l'archeologo al quale si deve la scoperta dei resti anche della città di Troia.
Perché le città micenee erano delle città fortezza?
Le città fortezza erano caratterizzate dalle mura ciclopiche, dette così perché erano alte e possenti come i ciclopi, i mitologici giganti con un occhio solo. Queste mura circondavano l'acropoli, cioè la parte più alta della città. Più le mura erano spesse, più la città era considerata potente.
La civiltà micenea fu abbattuta dall'invasione dei Dori. Ciò avvenne circa un secolo dopo la guerra di Troia, intorno al 1100 a.C. Gli Achei vissero momenti terribili: i Dori erano Indoeuropei come loro, Elleni come loro, ma militarmente più forti ed anche più spietati di loro.
Caratteristica del periodo è la costruzione delle immense mura che circondano il palazzo reale e le altre fabbriche dell'acropoli, tanto che si è soliti definire le città micenee come città-fortezza. Con il termine acropoli si intende quella parte della città posta più in alto e generalmente difesa da mura.
Secondo la mitologia greca, fu Perseo a fondare la città, il cui nome veniva fatto derivare da μύκης ("fungo") o dalla forma del cappuccio della guaina della spada di Perseo o perché egli avrebbe colto un fungo nel luogo dove poi avrebbe fondato la città.