Domanda di: Primo Marini | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Tra i più celebri proposti, vi sono l'argomento ontologico del Proslogion di Anselmo d'Aosta e le "cinque vie" di Tommaso d'Aquino, con le quali gli autori intendono provare l'esistenza di Dio come primo motore immobile, prima causa incausata, essere necessario, essere perfettissimo, sapientissimo ordinatore.
Si basa sulla dimostrazione formulata da Aristotele nella Fisica e ripresa da Tommaso d'Aquino per cui, poiché tutto ciò che si muove è mosso da altro, è necessario giungere a un primo motore immobile che sia causa di ogni altro movimento e che è appunto identificato con Dio.
In quale opera Cartesio dimostra l'esistenza di Dio?
Discorso sul Metodo (1637)
Descartes fornisce 3 prove 1) La prima prova parte dall'idea di perfezione: Descartes dubita e si rende conto che il dubitare non è una perfezione. Se fossi perfetto, infatti, non dubiterei. Tuttavia, per poter dire che sono imperfetto devo avere nella mia mente l'idea della perfezione.
Secondo Aristotele, Dio si comporta piuttosto come una causa finale, ossia come principio che attira le cose verso la propria perfezione, suscitando quindi in ogni specie dell'universo una tensione interna verso la propria perpetuazione e verso la realizzazione del meglio.
Secondo Spinoza, Dio, che è sostanza, esiste per definizione, perché se accettiamo la definizione di Dio come ente perfetto o come ente la cui essenza implica l'esistenza, non è possibile negare che egli esista, perché la sua esistenza è implicata dalla sua definizione.