Domanda di: Joseph Russo | Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2026 Valutazione: 4.5/5
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L'Italia ha stabilito diverse colonie in Africa tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, principalmente nel Corno d'Africa e in Nordafrica. Eritrea (1890), Somalia italiana (1905-1908) e Libia (1911-1912) sono state le principali colonie, seguite dalla breve occupazione dell'Etiopia (1936-1941) durante il fascismo.
Ci si concentrerà sull'esperienza coloniale dell'Africa orientale italiana (Aoi) – che riuniva due vecchie colonie italiane in Africa, Somalia ed Eritrea, e la più recente conquista, l'Etiopia – e si prenderà in esame il funzionamento dell'economia italiana, lasciando quindi sullo sfondo i riflessi sulle attività ...
A seguito della costituzione della prima colonia, quella eritrea, gli italiani riuscirono a insediarsi lungo le coste della terra dei somali, dove costituirono avamposti commerciali. Il controllo effettivo dell'intera colonia giunse soltanto con l'avvento del regime fascista mediante una dura repressione militare.
È chiaro che la maggior parte dei parlanti della lingua italiana risiedono nella penisola italiana. Soltanto in Italia sono circa 58 milioni di persone a parlare l'italiano come prima lingua. Si parla anche in Egitto, Eritrea e Tunisia, zone dell'Africa in cui gli italiani si sono stabiliti con le proprie colonie.
L'Eritrea fu scelta dal governo italiano come sede delle industrie nell'Africa Orientale Italiana, particolarmente nel settore metalmeccanico. Vi era anche un piccolo cantiere navale a Massaua. Alcune fabbriche di munizioni e di armamenti ebbero sede ad Asmara e servirono per la conquista dell'Etiopia nel 1935-1936.