Quali batteri hanno i plasmidi?

Domanda di: Jelena Moretti  |  Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026
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I plasmidi sono molecole di DNA extracromosomico, solitamente circolari, presenti nella maggior parte dei batteri e in alcuni lieviti. Essi conferiscono vantaggi adattativi come la resistenza agli antibiotici (plasmidi R), la capacità di coniugazione (plasmide F), la virulenza o la degradazione di sostanze tossiche. Esempi includono Escherichia coli (con il plasmide F) e Agrobacterium tumefaciens (con il plasmide Ti).

Cosa sono i plasmidi nei batteri?

I plasmidi sono piccoli filamenti circolari di DNA superavvolto a doppia elica, presenti nel citoplasma e distinguibili dal cromosoma batterico per le loro dimensioni ridotte.

Chi ha i plasmidi?

Alcuni batteri contengono un plasmide, detto fattore F, che codifica per delle proteine che formano il pilo di coniugazione. Questo plasmide, dotato di replicazione autonoma, possiede dei geni che gli consentono di replicarsi e trasferirsi da un batterio F+ all'altro (F-).

Come è fatto un plasmide?

I componenti base di un plasmide sono il sito ori per l'avvio della replicazione del DNA, un promotore per l'avvio della trascrizione e un gene per la resistenza agli antibiotici (la resistenza rende i batteri insensibili all'antibiotico, capaci quindi di crescere e moltiplicarsi in presenza dell'antibiotico).

Cosa sono i batteri F?

Il plasmide F (F dall'inglese fertility, fertilità) è un plasmide contenente il fattore fertilità che, tramite la produzione di pili, permette la coniugazione batterica. Il primo plasmide ad essere stato identificato è stato proprio il plasmide F del batterio Escherichia coli.

BATTERI - Parte 2: Genetica batterica | Igiene - Socio Sanitari | Lezione 5