Quali concetti Tommaso d'Aquino riprende da Aristotele?

Domanda di: Loris Ferraro  |  Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2023
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Tommaso considerò quindi la teologia come una vera e propria scienza. Non a caso la sua teoria sull'anima riprendeva il concetto aristotelico della “forma”, considerata come l'essenza dell'individuo, che viene unita alla “materia” trasformando un materiale bruto in un essere vivente.

In che cosa riprende Aristotele Tommaso d'Aquino?

Tommaso accoglie da Aristotele l'istanza della teoria della conoscenza, secondo la quale tutti i concetti presenti nella mente dell'uomo derivano dall'esperienza sensibile, mediante un processo di astrazione, con cui l'intelletto umano libera le rappresentazioni degli oggetti dai riferimenti spazio-temporali.

In che modo Tommaso trasforma la concezione aristotelica dell'anima?

Tommaso adatta Aristotele alla fede nell'immortalità dell'anima con due mosse: fa leva sui passi aristotelici in cui, per le funzioni intellettive, l'anima è detta separabile dal corpo e respinge la tesi averroistica che l'intelletto attivo sia separato dall'anima individuale e unico per tutta la specie umana.

Cosa sosteneva Tommaso d'Aquino?

Tommaso d'Aquino rielabora in un'ottica cristiana la filosofia aristotelica. Il suo sistema filosofico si basa sul presupposto che ragione e fede siano conciliabili. La ragione non è sufficiente per raggiungere Dio, ma ha bisogno della fede per elevarsi fino a Lui.

Quali pensieri tento di conciliare Tommaso d'Aquino?

Tommaso è consapevole di essere di fronte a un problema – quello della conciliazione tra l'immutabilità di Dio e la creazione – di ardua soluzione. Per questo arriva ad affermare che l'uomo con la ragione non è in grado né di dimostrare che il mondo ha avuto il suo incipit nel tempo né che sia eterno.

Tommaso d'Aquino