Domanda di: Sig. Alighiero Villa | Ultimo aggiornamento: 16 marzo 2026 Valutazione: 4.2/5
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L'uso prolungato di corticosteroidi (cortisone), assunti per via orale, inalatoria, topica (colliri) o iniettabile, è la causa farmacologica più comune di cataratta subcapsulare posteriore. Anche i farmaci miotici, usati per il glaucoma, possono contribuire, mentre alcune ricerche suggeriscono un potenziale legame con le statine.
In campo oculistico, l'effetto collaterale più comune e noto dato dall'utilizzo dei cortisonici – in particolare il cortisone, il desametasone e il prednisone – è lo sviluppo della cataratta sottocapsulare posteriore (PSC).
In più del 95% dei casi la cataratta è associata all'invecchiamento e viene, perciò, detta senile. Le cataratte giovanili, invece, hanno un'origine congenita o possono essere causate da farmaci, traumi e malattie agli occhi o sistemiche.
Il cortisone viene spesso usato per trattare infiammazioni – sotto forma di compresse, iniezioni o colliri. Tuttavia, un uso prolungato può comportare cambiamenti rilevanti per gli occhi: Aumento della pressione intraoculare (glaucoma / noto anche come "Tachipirina e glaucoma" in alcune ricerche)
Quali sono i sintomi della cataratta da cortisone?
I primi sintomi della cataratta sono spiccata sensibilità alla luce (fotofobia), abbagliamento di sera con le luci artificiali (lampioni fari delle auto), visione meno nitida dei colori.