Quali lavori di ristrutturazione si possono portare in detrazione?

Domanda di: Oreste Bruno  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Vi rientrano la riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture, la sostituzione di pavimenti, il rifacimento di intonaci interni e la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, l'impermeabilizzazione di tetti e terrazze.

Quali sono i lavori di ristrutturazione detraibili?

La detrazione è ammessa sugli immobili ad uso residenziale e sulle relative pertinenze, in caso di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. La manutenzione ordinaria viene invece agevolata solo in caso di interventi sulle parti comuni condominiali.

Cosa si può portare in detrazione al 50 per cento?

Nel dettaglio, la detrazione del 50% spetta per: lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, cioè su condomini (interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell'articolo 3 del Dpr 380/2001);

Cosa si intende per lavori di ristrutturazione?

Per ristrutturazione edilizia si intende l'insieme di quegli “interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente”.

Cosa posso detrarre senza ristrutturazione?

La detrazione spetta per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi: * Letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione (sono esclusi porte, pavimentazioni, tende e tendaggi).

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