Quali parole fanno scattare la diffamazione?

Domanda di: Raniero Gatti  |  Ultimo aggiornamento: 20 marzo 2026
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La diffamazione scatta con espressioni che offendono la reputazione, l'onore o il decoro di una persona assente, comunicando con almeno due persone (o pubblicamente, ad esempio sui social). Parole chiave includono epiteti dispregiativi (ladro, imbecille, truffatore), accuse infondate o denigratorie ("incompetente", "viscido"), e frasi che screditano la vita privata o professionale.

Quali insulti non sono denunciabili?

Gli insulti "non denunciabili" (cioè non più reato penale dopo la depenalizzazione dell'ingiuria nel 2016) sono quelli di uso comune, gergali o espressivi di fastidio, come "coglione" (se inteso come scemo), "vaffanculo", "rompipalle" (se inteso come seccatore), o frasi come "mi hai rotto i coglioni" (per indicare fastidio), che non ledono l'onore in modo grave, ma al massimo danno diritto a un'azione civile per risarcimento danni, specialmente se pubblicati online o in pubblico.

Quando si può querelare una persona per diffamazione?

Come abbiamo visto, la sola denuncia non basta. La persona interessata dovrà necessariamente presentare querela, in assenza della quale l'intera procedura non può essere avviata. Esistono anche dei termini prestabiliti. Di solito, la querela per diffamazione va presentata entro tre mesi dalla notizia del reato.

Quale conseguenza provoca l'offesa?

La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a milletrentadue euro, se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato.

È reato insultare una persona?

[Chiunque offende l'onore o il decoro di una persona presente(1)(2) è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro 516. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa(3).

Quali PAROLE fanno scattare la DIFFAMAZIONE? | Avv. Angelo Greco