I debiti "cattivi" sono finanziamenti contratti per acquistare beni di consumo che si svalutano rapidamente, non generano reddito e gravano sul bilancio personale o aziendale senza offrire un ritorno economico. Esempi tipici includono l'uso eccessivo di carte di credito, prestiti per auto di lusso, o debiti per coprire inefficienze.
I debiti buoni vengono contratti in modo sostenibile, e hanno obiettivi studiati e precisi, come ad esempio aumentare il proprio patrimonio nel tempo. I debiti cattivi, invece, non determinano alcun accrescimento di valore, sono quindi improduttivi e rischiano di gravare nel corso del tempo.
Il “Decreto Sostegni” ha previsto l'annullamento automatico dei debiti affidati all'Agente della riscossione di importo residuo fino a € 5.000, per i soggetti che presentano una specifica situazione reddituale. Il Ministero Economia e Finanze ha ora precisato le modalità e le date di annullamento di tali debiti.
Il consolidamento è una soluzione offerta dalle banche che permette al creditore di sostituire tutti i debiti esistenti con uno solo. In parole semplici, la banca con cui si è sottoscritto il contratto di consolidamento debiti si occupa di saldare tutti i debiti esistenti, e di assumersi l'intero carico del debito.
Quanto costa fare una procedura di sovraindebitamento?
I costi di una pratica di sovraindebitamento variano molto, ma includono spese fisse (Contributo Unificato di 98€ e diritti di cancelleria di 27€) più il compenso per l'Organismo di Composizione della Crisi (OCC) e l'eventuale avvocato; gli onorari dell'OCC sono variabili (con un minimo di circa 2.000€) e dipendono dalla complessità, mentre l'avvocato può costare da 1.500€ a oltre 7.000€ a seconda del caso, con possibilità di rateizzazione o patrocinio a spese dello Stato per chi ne ha diritto.