Durante la gravidanza e nei primi mesi di vita del figlio, il padre lavoratore dipendente ha diritto a 10 giorni di congedo di paternità obbligatorio (20 per gemelli), retribuiti al 100%, fruibili anche in modo non continuativo dai 2 mesi precedenti al parto fino ai 5 successivi. Può inoltre usufruire di un ulteriore giorno facoltativo e del congedo parentale.
Quali sono le funzioni del padre durante l'attesa?
Il papà, durante il periodo gestazionale assume una funzione molto importante: quella di garante e custode della mamma che, in questa particolare fase della sua vita, ha bisogno di una figura che la protegga da angosce arcaiche e profonde.
Nel 2025, la principale novità della paternità (e congedo parentale) è l'estensione a tre mesi indennizzati all'80% (invece di uno) per i lavoratori dipendenti, se fruiti entro i primi 6 anni di vita del figlio, per i genitori che terminano il congedo obbligatorio dopo il 31 dicembre 2024; i mesi successivi restano al 30%, con durata totale fino a 10-11 mesi complessivi per entrambi i genitori. Il congedo di paternità obbligatorio resta invece di 10 giorni lavorativi (retribuiti al 100%).
L'articolo 14 del D. Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla Maternità e Paternità) riconosce infatti il diritto a permessi retribuiti per sottoporsi a esami prenatali, accertamenti clinici e visite specialistiche, quando tali appuntamenti coincidono con l'orario di lavoro.
In realtà, il papà dovrebbe essere quanto più possibile coinvolto durante la gestazione. Il suo ruolo è focale: oltre a prepararsi a diventare genitore, deve rendere serena la futura mamma e farla sentire protetta e al sicuro, supportandola nei nove mesi di gravidanza e aiutandola a superare paure e dubbi.