Gli Stati Uniti sono ancora i primi produttori di coltivazioni geneticamente modificate con 69,5 milioni di ettari, mentre tra i Paesi in via di sviluppo, i primi sono la Cina, l'India, il Brasile, l'Argentina e il Sud Africa, che coltivano il 46% delle colture biotech globali (78,2 milioni di ettari).
Quali sono le coltivazioni OGM più diffuse al mondo?
La soia è al primo posto con 91,9 milioni di ettari, cioè il 48% della superficie globale a ogm, con una riduzione del 4% rispetto al 2018, seguita da mais (60,9 milioni di ettari), cotone (25,7 milioni di ettari) e colza (10,1 milioni di ettari).
Quali sono i Paesi europei in cui sono coltivati OGM?
Nel 2017 infatti le colture ogm sopravvivono nell'Unione Europea solo in Spagna (124.227) e Portogallo (7.308) dove tuttavia si registra una riduzione delle semine del mais MON810, l'unico coltivato.
Gli OGM attualmente sviluppati, autorizzati e commercializzati sono piante, (mais, soia, colza e cotone), modificate geneticamente per conferire loro caratteristiche che non hanno, come la resistenza a certi insetti o la tolleranza ad alcuni erbicidi.
“Nel 2015 l'Italia ha espresso la scelta di non coltivare varietà Ogm”, ci racconta Eleonora Sirsi, esperta di diritto alimentare dell'Università di Pisa. Tuttavia la Corte di giustizia europea nel 2017 ha evidenziato la necessità che sia manifesto il rischio per la salute umana, degli animali e per l'ambiente.