l'accento è sempre presente su ché (nel senso di perché, poiché, affinché), dà (voce del verbo dare), dì (sinonimo di giorno), è (voce del verbo essere), là e lì (avverbi), né (congiunzione), sé (pronome tonico, ma vedi l'eccezione sotto), sì (avverbio), tè (nome della bevanda);
I monosillabi italiani normalmente non hanno la necessità di riportare l'accento dal punto di vista grafico. Per questo scriviamo ma, se, fa, ne ecc. Tuttavia in alcuni casi l'accento compare su alcuni monosillabi quando il monosillabo ha un doppio valore grammaticale (per cui l'accento segnala la sua esatta funzione).
In italiano i monosillabi non vengono accentati: RE, QUI, NO, A, DA, IN, PER, etc. Tuttavia, ci sono delle eccezioni: alcuni monosillabi vengono accentati per distinguerli dagli omonimi (altri monosillabi con un significato differente ma con la stessa grafia).
nelle parole tronche l'accento sull'ultima sillaba (mercoledì, virtù); nelle parole piane l'accento va sulla penultima sillaba (libro, giornale); nelle parole sdrucciole l'accento va sulla terzultilma sillaba (zucchero, origine); nelle parole bisdrucciole l'accento va sulla quartultima sillaba (parlamene, verificano).