Domanda di: Lia Lombardo | Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2023 Valutazione: 4.9/5
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Catello Parmentola, che, come dice Pingitore, non ha bisogno di presentazioni, inizia il suo intervento parlando dei tre vertici della deontologia: Etico, Scientifico e Sociale e definendo la misura deontologica come il punto di equilibrio tra questi vertici.
Quali sono i tre pilastri dei codici deontologici?
Vi sono norme costituzionali che dovrebbero essere l'architrave di ogni codice deontologico quali i diritti inviolabili dell'uomo e la conseguente autodeterminazione (art. 2), i principi di uguaglianza e antidiscriminazione (art. 3), i principi della inviolabilità della libertà personale (art.
16 – 27). Per l'esattezza, i sei “Valori e principi professionali” suddetti sono, in tale documento, così denominati: 1) Integrità; 2) Competenza; 3) Rispetto dell'altro; 4) Autonomia; 5) Responsabilità; 6) Cura dell'altro.
Che tipo di regola e l'art 4 del Codice Deontologico?
Si tratta di un altro principio cardine della deontologia professionale: il dovere di tutelare prioritariamente, all'interno delle relazioni psicoterapeutiche e di sostegno, il soggetto utente rispetto al committente l'intervento, sia esso un altro soggetto o un'istituzione, Ente, società.
(τό) δέον -οντος «il dovere» e -logia]. – Termine filosofico coniato, nella forma ingl. deontology, da J. Bentham (1748-1832) per designare la sua dottrina utilitaristica dei doveri, passato poi a indicare lo studio (empirico) di determinati doveri in rapporto a particolari situazioni sociali.