Quali sono i verbi italiani più difficili da coniugare?

Domanda di: Miriana Sala  |  Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2026
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I verbi italiani più difficili da coniugare sono spesso quelli con passato remoto e participio passato irregolari, inclusi verbi in -ere (trarre, porre, nuocere, valere) e verbi difettivi (prudere, splendere, incombere) che mancano di alcune forme. Particolarmente insidiosi sono i verbi con forme doppie o arcaiche e i verbi della seconda coniugazione con passati remoti forti.

Qual è il verbo più difficile da coniugare?

Nella lista dei verbi difficili da coniugare non poteva mancare nuocere, caratterizzato dalla presenza di due forme possibili per alcune persone del presente indicativo (io nuoccio o noccio, noi nuociamo o nociamo, voi nocete o nuocete, essi nocciono o nuocciono).

Quali sono i verbi più difficili della lingua italiana?

Verbi "difficili"

  • Affacciare e affacciarsi. ...
  • Aprire, passato remoto: aprii o apersi? ...
  • Benedire, imperfetto: benedicevo o benedivo? ...
  • Convenire, passato remoto: convenne o convenì? ...
  • Coprire, passato remoto: coprii o copersi? ...
  • Dare, passato remoto: diedi o detti? ...
  • Dovere, presente: devo o debbo?

Quale verbo non si può coniugare?

Alcuni verbi come competere, concernere, convergere, dirimere, discernere, esimere, incombere, inerire, soccombere, splendere, transigere non hanno il participio passato, quindi non possono formare i tempi composti. Un povero consunto vestitino di casa (I.

Il verbo "mangiare" è regolare o irregolare?

𝐏𝐢𝐥𝐥𝐨𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐚: 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 “𝐦𝐚𝐧𝐠𝐢𝐚𝐫𝐞” Il verbo mangiare è un verbo regolare e conosce all'infinito la forma: 𝑚𝑎𝑛𝑗𝑎𝑟 (o manjà, in bassa e media valle).

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