Domanda di: Ing. Pericle De Santis | Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2026 Valutazione: 4.4/5
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La malattia non retribuita si verifica principalmente per il superamento del periodo di comporto (limite massimo di giorni di assenza), la mancanza di certificazione medica tempestiva, o in contratti senza copertura INPS (es. collaborazioni occasionali). Anche i primi tre giorni di malattia (carenza) potrebbero non essere pagati se non previsto dal CCNL.
La malattia non retribuita non è altro che un periodo di aspettativa in cui il rapporto di lavoro è congelato e non si riceve alcuna retribuzione. Il termine "malattia non retribuita" è solamente un nome più comune per l'aspettativa non retribuita per malattia.
Sì, i primi 3 giorni di malattia (periodo di carenza) sono pagati, ma di solito dal datore di lavoro, non dall'INPS, che interviene dal quarto giorno; la copertura dipende dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL), che può prevedere l'integrazione fino al 100% o percentuali diverse, ma in assenza di previsioni contrattuali restano non indennizzati dall'INPS.
Per i lavoratori dipendenti, il 100% della malattia viene pagata nei primi tre giorni di “carenza” dal datore di lavoro. Dopodiché, si seguono le tabelle dell'Inps del 50% e del 66,66%.
Quanti giorni di malattia devi fare per essere pagato?
L'indennità di malattia INPS è dovuta dal 4° giorno di malattia partendo dal giorno di inizio riportato sul certificato medico. I primi tre giorni c.d. “periodo di carenza” sono previsti dai CCNL a carico del datore di lavoro.