Tra i principali fattori che possono contribuire allo spreco alimentare a livello domestico si annoverano:
Acquisti eccessivi (incentivati ad esempio dalle offerte dei supermercati, dalla mancanza di tempo da dedicare alla spesa o derivanti da una inadegatua pianificazione degli acquisti);
Le cause dello spreco sono essenzialmente di ordine comportamentale: cattiva gestione e pianificazione dell'acquisto, rigido rispetto delle date di scadenza, ignoranza delle buone pratiche per cucinare e riutilizzare gli avanzi dei pasti.
Sprecare cibo contribuisce in maniera importante all'inquinamento globale: secondo la World organization for international relations (Woir) lo spreco di cibo è responsabile di 4,8 miliardi di tonnellate di gas serra emessi nell'atmosfera, per un consumo di acqua di 180 miliardi di metri cubi.
Nel caso dello spreco alimentare domestico il cibo gettato è costituito da prodotti alimentari cotti o meno, cibi andati a male o cucinati in eccesso. Nel calcolo dello spreco alimentare domestico non solo inclusi i cibi e le bevande preparate in casa ma consumate fuori e smaltite quindi nei cestini o nei cassonetti.
Quali sono i fattori che recentemente hanno portato l'attenzione sul problema dello spreco alimentare?
Risparmio sui costi (56%) e preoccupazioni legate alla fame nel mondo (52%) e al cambiamento climatico (51%) sono i principali motivi che spingono gli intervistati a cercare nuove soluzioni.