Le sette meraviglie della Roma imperiale, spesso evidenziate in divulgazioni storiche (come nel programma "Ulisse" di Alberto Angela), celebrano i monumenti iconici della "Roma dei Cesari" che ne rappresentano il massimo splendore.
Il viaggio continua con i capolavori realizzati dai successori di Augusto come il Colosseo, il più grande anfiteatro romano mai costruito, il Palazzo imperiale di Domiziano sul Palatino, la Colonna Traiana, monumento simbolo dell'età d'oro e il Pantheon, il più importante tempio della Roma antica.
Le Sette Meraviglie del Mondo Antico erano capolavori architettonici e artistici dell'antichità classica, che includevano la Piramide di Cheope, i Giardini Pensili di Babilonia, il Tempio di Artemide a Efeso, la Statua di Zeus a Olimpia, il Mausoleo di Alicarnasso, il Colosso di Rodi e il Faro di Alessandria; di queste, solo la Piramide di Giza è sopravvissuta fino ai giorni nostri, unica testimonianza ancora visitabile, sebbene le altre abbiano lasciato rovine o testimonianze archeologiche.
Successivamente, entrambi i villaggi si unirono e si costituì un'unica città con due re fino alla morte di Tito Tazio. L'elenco canonico dei sette re di Roma (otto se si aggiunge Tito Tazio) è il seguente: Romolo, Numa Pompilio, Tullio Ostilio, Anco Marzio, Lucio Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo.
Le quattro meraviglie di Roma è un termine che fu molto in voga nel XVIII e XIX secolo. Definiscono con un criterio popolare, basato forse sul fasto e la notorietà, quattro palazzi romani.