Domanda di: Dr. Jelena Damico | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Nei primi anni dopo la seconda Guerra Mondiale si andava a scuola a piedi, in città ma soprattutto in campagna. Siccome non c'era carenza di bambine e bambini, come c'è ora, nelle frazioni più grandi di ciascun comune erano state istituite le pluriclassi elementari.
«Era una scuola più selettiva, era anche il rapporto fra famiglia e scuola ad essere diverso: la famiglia non dava mai ragione al figlio, adesso invece è spesso il contrario, i professori sono messi sotto accusa. C'erano anche allora scuole buone e meno buone, professori bravi e meno bravi.
Praticamente erano le lezioni a fare da Time out, 20 minuti di partita e circa 40 minuti di aula. Io poi avevo una classe tutta maschile. Vi lascio immaginare il fragore della stanza inebriata da sudorazioni di tutti gusti e condita dal tanfo delle All Star o delle L.A.
Si studiavano alcune materie scolastiche simili ad oggi come: religione, lingua italiana, storia, geografia, aritmetica, geometria, scienze, disegno, canto, ginnastica; altre invece erano diverse, ad esempio: bella scrittura, educazione morale e civile, lavori manuali (per i maschi), lavori donneschi per le femmine.
— erano distribuiti in ordine di statura, cosicché i più alti e, molto spesso, i meno svegli, finivano in fondo all'aula nei banchi più alti. Ma accadeva anche che uno scolaretto piccolino, ma meno sveglio, fosse mandato in fondo all'aula nei banchi più alti, tanto che, quasi quasi, scompariva alla vista.