Domanda di: Sue ellen Fabbri | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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entro il quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, nel caso di irregolarità nella dichiarazione; entro il 31 dicembre del settimo anno successivo se la dichiarazione non è stata presentata o considerata nulla.
QUANDO SCATTA L'ACCERTAMENTO FISCALE? Quando il Fisco si rende conto, tenendo conto anche delle eventuali giacenze del conto corrente, che il contribuente possa aver omesso il pagamento delle tasse, scatta l'accertamento fiscale. Il fine, ovviamente, è quello di far pagare le tasse eventualmente evase.
Di solito il Fisco mette in moto il processo che porta il contribuente a subire un accertamento fiscale, quando nota delle incongruenze tra le informazioni che riceve dalle varie “fonti di notizia”. Ciò fa presupporre delle possibili dichiarazioni mendaci e di conseguenza gli ispettori vanno a dare un'occhiata.
L'avviso di accertamento è una comunicazione inviata dall'Amministrazione finanziaria al cittadino se non sono state versate alcune somme a titolo di imposta. Viene emesso dall'ente statale legittimato a riscuotere il tributo.
Cosa fare in caso di accertamento Agenzia Entrate?
Il ricorso
Contro l'avviso di accertamento è possibile ricorrere alla Commissione tributaria provinciale (Ctp) territorialmente competente. In sintesi, il ricorso va notificato, entro 60 giorni dalla data della notifica, all'Ufficio provinciale - Territorio che ha emesso l'avviso di accertamento.