Quando c'è il rischio elettrico?

Domanda di: Iacopo Marchetti  |  Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023
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Rischio elettrico: cos'è
“deriva dal contatto diretto o indiretto con una parte attiva e non protetta di un impianto elettrico, così come il rischio d'incendio o esplosione derivanti dal pessimo stato di manutenzione o dall'imperizia nell'impiego di impianti e strumentazione”.

Quando è presente il rischio elettrico?

Il rischio elettrico deriva dal contatto diretto (cioè con elementi normalmente in tensione, come ad esempio un cavo il cui isolante si è spellato) o indiretto (ossia con elementi che vanno in tensione in caso di guasto) con una parte attiva e non protetta di un impianto elettrico.

Che cosa si intende per rischio elettrico?

Contatto accidentale di una parte del corpo con parti di apparecchiatura che durante il normale funzionamento non è in tensione ma che si trova in tensione in seguito ad un malfunzionamento.

Cosa può provocare il rischio elettrico?

Si parla quindi di folgorazione (o elettrocuzione) quando vi è passaggio di corrente attraverso il corpo, in questo caso si possono manifestare danni cardiaci (fibrillazione), muscolari (tetanizzazione) e nervosi con seria compromissione delle funzioni sensitive e motorie.

Quali sono i pericoli del rischio elettrico?

Conseguenze rischio elettrico

Le conseguenze in caso di folgorazione possono andare l'ustione del corpo con distruzione e danneggiamento di arti e arterie. La tetanizzazione è un'altra possibile conseguenze e cioè la contrazione involontaria dei muscoli interessati dal passaggio della corrente.

Attenzione al Rischio Elettrico | Pillole di Sicurezza