Domanda di: Carmela De Angelis | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2026 Valutazione: 4.1/5
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La querela è proponibile entro 3 mesi (termine perentorio) dal giorno in cui la vittima ha avuto notizia del fatto-reato, solitamente per reati perseguibili solo su istanza di parte, come ingiurie, minacce, diffamazione, furto semplice o lesioni lievi. Essa manifesta la volontà punitiva per reati che non sono procedibili d'ufficio.
Non ci sono particolari regole per il contenuto dell'atto di querela, ma è necessario che, oltre ad essere descritto il fatto-reato, risulti chiara la volontà del querelante che si proceda in ordine al fatto e se ne punisca il colpevole.
Quando il querelato viene a conoscenza di una querela?
Il querelato verrà a conoscenza dell'esistenza della querela nel primo momento in cui verrà a contatto con la Polizia Giudiziaria, momento in cui o verrà invitato a nominare un avvocato difensore ed eleggere domicilio per le notificazioni (cosiddetto atto di “elezione di domicilio”) oppure subirà un atto investigativo ...
Una querela avvia un procedimento penale, con indagini preliminari della Procura per verificare il reato; può portare a un rinvio a giudizio (processo) se fondata, oppure all'archiviazione se infondata, e le conseguenze finali possono includere una condanna penale (con pene fino al carcere) e/o risarcimenti civili se la vittima si costituisce parte civile; l'essere querelati non macchia la fedina penale, ma si riflette sui carichi pendenti.
Ai sensi dell'art. 124 c.p. il termine ordinario per proporre la querela è di 3 mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto contezza del fatto che costituisce reato.