Dalla riforestazione naturale a quella programmata
La crescita delle foreste non può proseguire in eterno per ovvi limiti di spazio. Secondo le previsioni al 2050 che il ministero dell'Ambiente sta elaborando, il trend di crescita naturale dei boschi finirà intorno al 2030.
Senza alberi, le aree un tempo boschive diventerebbero aride e più soggette a siccità estreme: le inondazioni che potrebbero colpire queste zone avrebbero effetti disastrosi, vista la fragilità del suolo.
Al verice G20 di Roma è stato stabilito un nuovo traguardo da raggiungere entro il 2030: piantare mille miliardi di alberi per salvare il nostro pianeta. Gli alberi assorbono CO2, indispensabile per il loro sostentamento, e questo come tutti sappiamo è fondamentale per ridurre l'effetto serra.
Il legno senza fenditure e che, fin dall'inizio, non lavori (per mobili e lavori ad intaglio), va tagliato preferibilmente nei giorni che precedono il plenilunio di novembre. Come alternativa si può tranquillamente scegliere il 25 marzo, il 29 giugno ed il 31 dicembre.
-Se non ci fossero gli alberi gli insetti non avrebbero un riparo e noi non potremmo più respirare. Gli alberi ci danno i frutti e l'ossigeno, se non ci fossero non ci sarebbe la vita. -Se non ci fossero gli alberi gli animali non sarebbero protetti, non avrebbero cibo, riparo e morirebbero.